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Torta Salata con brisè di grano saraceno all’acqua bollente


Erano mesi e mesi che aspettavo di fare una torta salata con una base fatta in casa e finalmente ho trovato il tempo per mettermi in cucina e provare questa ricetta che ho letto tempo fa sulla pagina Bimby Vegan, la famosa brisè all’acqua bollente ! 

Ed ora che l’ho provata mi chiedo .. ma perché ho aspettato così tanto continuando a spendere soldi per comprare della pasta sfoglia confezionata con ingredienti malsani e soprattutto di marche che vanno boicottate a priori?!! Perché?! 

Non lo sapremo mai .. ma ora che l’ho scoperta non la mollo più questa fantastica pasta brisè !! Ovviamente io l’ho personalizzata con la farina che avevo in casa quindi metà di grano saraceno e metà farina 0 Bio.

Attenzione ! Questa pasta non ha bisogno di riposo in frigo quindi va fatta appena prima di infornarla, perciò consiglio di preparare prima il ripieno soprattutto se, come in questo caso, richiede un po’ di tempo in più!

Ecco gli ingredienti  per la base:

130 gr di farina di grano saraceno

120 gr di farina 0

Due cucchiaini di lievito istantaneo per pizza

1 cucchiaino raso di sale 

1/2 cucchiaino di semi di papavero ( facoltativi, si possono usare anche semi di girasole, di sesamo, di lino..)

35 gr di olio Evo

35 gr di olio di girasole

100 gr di acqua bollente.

Ho messo tutti gli ingredienti nel Bimby e ho mescolato per qualche minuto a velocità 4-5. Per chi non ha il Bimby basterà mescolare prima gli ingredienti secchi e poi i liquidi e impastare per pochissimo tempo ma occhio che l’acqua bollente.. brucia! ( l’insegnante del corso per la sicurezza sarebbe fiero di me!) 

Per il ripieno ho utilizzato: 

Cicoria già cotta e avanzata dalla sera prima 

Bietole

Spinaci

Porro

Pane secco avanzato

Pinoli 

capperi 

Olio evo 

Un Pizzico di peperoncino, semi di papavero e pan grattato.

Ci starebbero benissimo anche l’uvetta e le olive nere ma per questa volta non le ho aggiunte.

Per il ripieno ho sbollentato le verdure a foglia per qualche minuto in acqua salata.

Ho tagliato qualche rondella di porro e l’ho fatto rosolare in una padella con olio caldo e poi ho aggiunto i pinoli e il pane secco sbriciolato per tostarli leggermente.

Ho aggiunto le verdure cotte, strizzate bene e tagliate a pezzettini in modo che si insaporissero con il porro. Visto che non ho aggiunto sale alle verdure ho unito i capperi senza togliere il loro sale. Ho lasciato insaporire qualche secondo e poi a fuoco spento ho aggiunto un pizzico di peperoncino che aiuta ad assorbire il ferro delle verdure.

Una volta pronto il ripieno ho preparato l’impasto per la base e l’ho subito steso su una tortiera ricoperta di carta da forno ( diam circa 26-28) ho bucherellato il fondo con una forchetta e vi ho versato dentro il ripieno di verdura. 

Ho dato una spolverata di pangrattato e di semi di papavero e ho infornato a 180′ per  45 min. 

Il risultato è veramente ottimo..una pasta  rustica ,croccante fuori e morbida e friabile dentro ma soprattutto leggera che si adatta benissimo anche ad altre preparazioni tipo crackers,grissini, cestini di pane ecc..  infatti mi è dispiaciuto che non ne fosse avanzata un po’ per sbizzarrirmi con la fantasia ma ci sarà un’altra occasione . 


Ora che l’ho scoperta non mi resta che provare anche la versione dolce per una bella crostata.. magari di ciliegie.. non vedo l’ora! 

Panna cotta con aceto balsamico e croccante al pistacchio 


L’idea per questo dolce arriva dalla mia amica Paola che, in procinto di diventare mamma per la seconda volta, mi ha detto di aver assaggiato una panna cotta all’aceto balsamico da urlo e così le ho promesso di ricrearla per lei in versione vegan per festeggiare insieme la nascita del piccolo Tommaso. 

Così ho accettato la sfida e mi sono messa all’opera! In realtà è un dolce semplicissimo, molto veloce da preparare e soprattutto SENZA GLUTINE !

Inoltre può essere personalizzato a seconda dei gusti, se non piace l’aceto balsamico si può decorare con caramello, cioccolato fuso, frutti di bosco ma devo dire che l’acidità dell’aceto balsamico (ma quello buono tradizionale di Modena fatto in casa,non quello del supermercato!) bilancia perfettamente il dolce della panna cotta dando quel tocco in più che lo rende un po’ “gourmet” .

Ma ora vediamo la preparazione prima che inizi a tirarmela troppo e a montarmi la testa! 😉 

Ingredienti per 6 pirottini:

500ml di latte di soia Alpro

200ml di panna di cocco o altra panna vegetale da cucina

1 cucchiaino abbondante di Agar Agar

40/50 gr di zucchero di canna chiaro

Per la decorazione: 

Aceto balsamico tradizionale di Modena

Zucchero di canna 

Pistacchi siciliani Bio  
Per la panna cotta mettiamo a scaldare il latte insieme alla panna tenendo da parte una tazzina di latte in cui sciogliere a freddo l’agar Agar.

Quando il latte e la panna si saranno scaldati un po’ aggiungere lo zucchero e farlo sciogliere bene con una frusta.

Quando il composto  inizia a sobbollire unire l’agar Agar sciolto nel latte e mescolare bene con la frusta.

Far riprendere il bollore e lasciarlo bollire  per qualche minuto mescolando continuamente. 

Versare il liquido caldo nei pirottini e aspettare che si raffreddi per poi mettere il tutto in frigo per qualche ora.

Nel frattempo preparare il croccante al pistacchio.

Tritare grossolanamente i pistacchi e metterli a tostare in una padella antiaderente, poi aggiungere lo zucchero di canna e un goccino d’acqua e lasciar sobbollire ruotando un po’ la padella finché lo zucchero non caramella, ovvero diventa dorato e colloso. Prima che diventi troppo scuro versare il caramello  su un foglio di carta da forno aprendolo bene per distribuire i pistacchi. Lasciare raffreddare e poi spezzettare con un coltello. 

Questo era il primo tentativo di croccante  che facevo in vita mia e si può sicuramente migliorare ma direi che come prima volta non è andato male visto che è stato spazzolato in men che non si dica! 

Quindi, dopo almeno un paio d’ore possiamo sformare e servire il nostro dolce decorando il piatto con l’aceto  balsamico, adagiandovi sopra la panna cotta e cospargendola di granella di croccante al pistacchio.

Mamma Paola ha apprezzato molto e questo mi ha reso molto felice! Ma io, in realtà ,non vedo l’ora di provarlo con i frutti di bosco e con un altro ingrediente segreto che mi è stato consigliato dalla mi dolce metà quindi penso che lo rifarò presto con mille varianti 😋

Anche in questo caso come per tutte le mie ricette, si fa prima a farlo che a descriverlo.. quindi se avete poco tempo e  ospiti in arrivo questo è il dolce ideale! 

RISOTTO PORRI E ASPARAGI


Ebbene sì.. lo ammetto: io odio l’aglio, la cipolla e affini ma.. Oggi, per la prima volta in vita mia,  in trenta-quasitre anni di cui 6 da vegana.. oggi, dicevo, ho comprato e -attenzione signore e signori-TAGLIATO CON LE MIE MANI UN PORRO !! (e qui applausi e standing ovation!!)

La ricetta è semplice, quasi banale ma dovevo immortalare questo momento storico fondamentale e così ecco questo risotto perfetto per la primavera. 

L’idea mi è venuta vedendo sul banco del mercato bio dei bei mazzetti di asparagi freschi e così ho deciso di mettere in pratica quello che sto imparando alla scuola per vegan chef e cucinare per la prima volta in vita mia un bel risotto agli asparagi con tanto di porri per insaporire.

Ingredienti

200gr di riso integrale ammollato e filtrato

Un mazzetto di asparagi freschi

1 porro

Brodo vegetale 

Olio evo

Sale rosa

Procedimento

Ho messo sul fuoco una pentola d’acqua con un po’ di dado vegetale ( prima o poi riuscirò ad autoprodurmelo ma per il momento va bene quello già pronto)

Ho tagliato a rondelle molto sottili la parte bianca del porro e l’ho messo a soffriggere in un po’ d’olio caldo in una pentola capiente e  poi ho tagliato due foglie verdi del porro e le ho messe a sbollentare nel brodo.

Mentre il porro si imbiondiva ho tagliato a rondelline anche gli asparagi lasciando da parte le punte intere.

Ho messo a rosolare gli asparagi, escluse le punte, nell’olio col porro per un paio di minuti e poi ho aggiunto il riso coprendolo poi con il doppio di brodo.

Ho coperto e lasciato cuocere per 30 min.

Negli ultimi 10 minuti di cottura ho aggiunto anche le punte degli asparagi che in questo modo si sono cotte leggermente ma rimanendo croccanti.

Ho servito sulla foglia di porro decorando con le puntine di asparagi. 

Capisco che per la maggior parte delle persone non sarà niente di nuovo ma per me è una nuova conquista! Pian piano sto cercando di superare i miei limiti in cucina e di questo non posso che essere fiera! 

FRITTATINE DI CECI ALLE FOGLIE DI RAVANELLO


In questi giorni al corso per vegan chef sto imparando a conoscere ed utilizzare le erbe spontanee e le verdure stagionali e questo mi sta stimolando tantissimo la creatività quindi quando la chef ci ha detto che le foglie dei ravanelli si possono mangiare (e sono pure buone!) mi si è accesa una lampadina.

Sono convinta che il rispetto per l’ambiente consista anche, e soprattutto, nell’evitare qualsiasi forma di spreco che sia di cibo, di energie e di materie prime e quindi nell’ottica del non si butta via niente è nata questa ricetta.

Ideale per un brunch o come secondo..oppure perché no?! come piatto unico dentro ad un bel panino! 

Ingredienti X 4 frittatine :

50 gr di farina di ceci

150 gr di acqua

Un pizzico di sale

Un cucchiaio d’olio evo

due mazzetti di ravanelli comprese le foglie

Un pizzico di curcuma e di pepe (facoltativi)

Per i ravanelli d’accompagnamento serviranno anche l’acidulato di umeboshi, il succo di mezzo limone e un cucchiaio di amido di mais sciolto in acqua.

Un coppapasta o una formina resistente al calore potrebbero aiutare a dare una forma più regolare alle frittate altrimenti andrà benissimo una padellina piccola. 

Il procedimento è quello classico per le farifrittate o frittate di ceci ovvero Creare una pastella molto liquida con la farina di ceci e l’acqua, aggiungere il sale e l’olio e a piacere un pizzico di pepe e di  curcuma. Far riposare per un po’ di tempo. 

Nel frattempo lavare accuratamente le foglie dei ravanelli togliendo quelle ammaccate e sbollentarle per un paio di minuti nell’acqua bollente salata.

Scolarle e strizzarle per bene e poi tagliarle a pezzetti.Assicurarsi di aver eliminato tutta l’acqua e poi unire le foglie alla pastella. 

Scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio. Togliere l’eccesso di olio con un pezzo di scottex e mettere la formina nella padella. Con un colino versare un po’ di pastella nella formina e lasciar cuocere per un minuto a fuoco medio. A questo punto togliere la formina, far cuocere ancora un po’  poi girare dall’altro lato. Far cuocere ancora finché la superficie non sarà dorata e l’interno bello solido eventualmente abbassando un po’ la fiamma. 

Procedere in questo modo fino a terminare la pastella, ungendo ogni volta la padella con la carta da cucina intrisa d’olio come si fa per i pancake. 

Ora per i ravanelli mettere a bollire un po’     d’acqua con un pizzico di sale, del limone e un goccio di acidulato di umeboshi che servirà a conferire un bel colore rosa vivido ai ravanelli. Tagliare i ravanelli in quarti e metterli nell’acqua una volta raggiunto il bollore. Lasciar cuocere per qualche minuto. Aggiungere ora un cucchiaio di amido di mais stemperato in due/ tre cucchiai d’acqua per lucidare i ravanelli. 

Dopo un paio di minuti saranno ammorbiditi ma non troppo quindi si potranno scolare.

Ora non resta che assemblare il piatto e terminare con un filo d’olio a crudo e un pizzico di sale sulle frittate e il gioco è fatto ! 

Come sempre provatele e fatemi sapere se vi sono piaciute! Alla prossima ricetta!